Zona franca

Un viaggio nella Milano multietnica, che io non conosco così bene da inquadrare adeguatamente. E un viaggio anche nei complotti, nelle strutture parallele e deviate di uno Stato, negli insabbiamenti, nei trasferimenti di funzionari zelanti, nelle promozioni di funzionari allineati. Vicende che affondano le radici nel passato e riemergono all’improvviso. Protagonista involontario un vecchio partigiano che vive di sogni, anzi di un sogno e gironzola in bici per la città cercando di diffondere le proprie singolari idee (abbattere il Duomo non è ragionamento di tutti i giorni, sinceramente). Il commissario Micuzzi, protagonista del racconto, è una persona non brillantissima all’apparenza. Dimentica tutto quello che è possibile dimenticare nella giornata tipo di una persona qualunque e quando le cose non gli quadrano “fa gli occhi bovini”. Un fulmine, in pratica. Ma la storia mi è piaciuta, nel complesso ed è stato interessante scoprire questo nuovo scrittore e questi nuovi personaggi.

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