L’esattore

Le ho lette praticamente tutte, le storie di Costas Charitos, ma questa mi è piaciuta più di ogni altra. La crisi greca a fare da sfondo a una serie di vicende quanto mai vicine alla realtà. In tutto il libro si contano sette suicidi di persone trovatesi in improvvise difficoltà economiche. Un dramma quanto mai reale anche da noi, purtroppo. Ma è molto singolare la vicenda che è poi il filo conduttore di tutto: un killer che fa fuori coloro che non pagano le tasse o che comunque si sono arricchiti seguendo vie non lecite. Che ovviamente fa presto a diventare l’eroe nazionale della gente comune, di quelli che hanno visto lo stipendio decurtato, che non hanno più come pagare il fitto, o come curarsi negli ospedali, o come dar da mangiare ai figli. Il tutto ambientato in una società che definire corrotta è poco: soprattutto i politici greci, gli eredi dei padri della democrazia, ne escono veramente male. Una nazione che andava avanti in questo modo non poteva non crollare. Alla fine la persona più saggia e che meno risente della crisi globale è Zizis, un vecchio comunista imprigionato e torturato ai tempi dei colonnelli, abituato per mentalità a vivere con poco, a cui quindi pochissimo è stato in definitiva tolto.

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