Tillandsia

Le tillandsie sono famose come piante del vento, in quanto prediligono zone ventilate ed illuminate, anche se non sopportano bene la luce diretta del sole.

La loro particolarità, che ho scoperto da pochi anni, mi ha come al solito indotto ad acquistarne un certo numero, sistemandole nel mio soggiorno.

Tillandsia purpurea

In realtà le tillandsie dovrebbero stare all’aperto, in una zona ventilata, luminosa ma protetta dai raggi solari diretti; con un po’ di attenzione possono essere tenute anche in casa, in una zona ventilata, con un sufficiente tasso di umidità (a volte potrebbe essere utile un umidificatore).

Tillandsia neglecta

Traggono nutrimento dall’acqua che scorre sulle foglie durante le piogge, o che vi si deposita per l’umidità dell’ambiente e per questo motivo non hanno radici.

Per questo motivo, non necessitando di vasi e di terreno, molte volte si trovano dai rivenditori incollate col silicone a pezzi di legno o altri tipi di supporti artificiali. Questa in verità non è la soluzione migliore.

È molto meglio tenerle appese a testa in giù, in modo da evitare ristagni di acqua all’interno delle foglie, bagnandole con una certa regolarità. In natura si trovano nelle foreste pluviali dell’America, dove si agganciano a rocce, alberi, sassi, o si possono trovare addirittura sospese in aria.

La soluzione che ho adottato io consiste in una serie di “vasi” di vetro soffiato, all’interno dei quali sono collocati dei gancetti cui appendere le piante.

Tillandsia albertiana

 

Tillandsia paleacea

 

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