‘O quatt’ ‘e maggio

“Ma che è stu quatt’ ‘e maggio?” è una frase ricorrente nella lingua napoletana e si utilizza quando ci si trova di fronte a situazioni altamente confusionarie.

Il motivo sta nel fatto che tradizionalmente a Napoli proprio in questo giorno si effettuavano i traslochi. Tutti coloro che cambiavano abitazione caricavano i loro oggetti su dei carretti trainati da buoi, asini, cavalli, e si incamminavano verso la nuova destinazione.

Tipicamente l’ora fatidica del cambio di locatario di una casa erano le diciotto.

Questa coincidenza di spostamenti, ovviamente, faceva di questo giorno un’autentica baraonda con andirivieni, che interessavano tutta la città e anche i paesi limitrofi,  di mezzi di trasporto lenti e ingombranti.

La consuetudine di utilizzare questa data nacque nel 1587 su disposizione del viceré del tempo, un certo Juan de Zunica.

In verità il giorno scelto era stato il 1 maggio, ma per evitare la sovrapposizione con la festa religiosa dei Santi Filippo e Giacomo, la scadenza venna posticipata di qualche giorno, anche perché a quel tempo era consuetudine pagare il canone di affitto quadrimestralmente: il 4 gennaio, il 4 maggio e il 4 settembre.

Di tutto questo è rimasta la frase citata all’inizio del post e, in alcuni casi, il fatto che ancora oggi nei contratti di affitto si stabilisce che il canone mensile venga corrisposto entro il giorno 4.

 

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